ISTITUTO PARITARIO SACRA FAMIGLIA
La logistica e Verona
a cura di Ivan Russo

 

Verona nasce come centro logistico naturale del traffico merci nelle direttrici nord-sud ed est-ovest, Inoltre, il territorio si trova in una posizione privilegiata nella rete infrastrutturale europea, all’intersezione tra i corridoi europei di trasporti “Mediterraneo” e “Scandinavo-Mediterraneo”. Il primo collega la penisola iberica con l’Ucraina; il secondo invece parte dalla Finlandia e dalla Norvegia e corre attraverso Svezia, Danimarca, Germania, Austria e Italia.  Di conseguenza per la direttrice nord sud risulta vitale completare, nei tempi previsti, il traforo del Brennero, da dove transitano attualmente più del 10% degli scambi totali per l’Italia, per evitare la totale saturazione della direttrice “via gomma” e permettere al traffico merci “via ferro” di fornire quel valore aggiunto all’internazionalizzazione dei traffici, in linea con la vocazione dell’economia italiana e del territorio. Il traforo del Brennero e i treni ad alta velocità rappresentano due opere infrastrutturali fondamentali a servizio del territorio che aggiungerebbero ulteriore valore a livello strategico ed operativo per le imprese che volessero investire su Verona.

Un territorio in cui numerose imprese, in particolare negli ultimi anni, hanno localizzato magazzini, centri distributivi e di produzione, anche grazie alla presenza del primo interporto italiano di traffico combinato d’Italia ovvero l’Interporto Quadrante Europa di Verona. Il Nord- Est, ad esempio, ha chiuso il 2019 con oltre 180 miliardi di euro in export e la regione Veneto ha un ruolo di grande rilievo in questa crescita, Verona in particolare esporta per circa il 60% presso i Paesi dell’Unione Europea. La Germania è il partner commerciale più importante per la città di Verona sia a livello di export che di import, nella solo provincia di Verona sono circa 60 le aziende a controllo tedesco presenti, il doppio rispetto a Padova e Vicenza.  Le opportunità nei mercati esteri, non solo quello tedesco, sono crescenti ed è possibile coglierle anche attraverso una efficiente gestione della logistica internazionale e di tutte le pratiche operative e documentali legate a import ed export di merci, nonché attraverso un'organizzazione efficiente ed efficace del network distributivo e di fornitura.
In sintesi, negli ultimi anni l’evoluzione dei modelli di business delle imprese, delle modalità di acquisto e consumo hanno allargato notevolmente il raggio d’azione della logistica e il sistema territoriale, costituito da imprese manifatturiere, commerciali e imprese di servizi logistici. E tradizionalmente per la logistica, intesa come spostamento delle merci in magazzino piuttosto che trasporto da un luogo ad un altro dei prodotti, non si è mai investito molto nella formazione degli operatori; delle circa 90mila imprese logistiche italiane gran parte è composto da una miriade di piccole imprese costruite, anche con successo, sul campo ma con competenze avanzate e distintive spesso piuttosto limitate. Tuttavia, oggi servono persone in grado di individuare di volta in volta le soluzioni più appropriate (modalità di trasporto, tempistiche) per servire un cliente, di valutare le potenzialità delle tecnologie, di verificare l’efficienza delle attività ma anche di lavorare in team, di avere buone capacità informatiche, relazionali e analitiche.  Nell’ambito dei repentini cambiamenti economici e sociali che creano un inevitabile modifica strutturale del mercato del lavoro, servono competenze specifiche e tecniche per la logistica e soprattutto persone capaci di gestire la complessità, nonché di individuare e creare soluzioni.
Più in dettaglio, oggi, per le imprese a forte trazione internazionale è necessario acquisire e sviluppare adeguate competenze nella gestione dei trasporti, nella documentazione anche contrattuale e fiscale che accompagna le merci e nelle scelte modali di trasporto più idonee a garantire il servizio al cliente a costi sostenibili. Inoltre, a titolo esemplificativo, per lavorare nelle imprese di produzione o che operano nella logistica conto terzi è necessario acquisire capacità e competenze nell’ambito della conoscenza ed organizzazione del trasporto, nella gestione delle attività operative di magazzino, nel conoscere le basi informatiche di elaborazione dei dati e nella capacità di preparare la documentazione necessaria per il trasporto delle merci. Da non trascurare l’importanza che oggi hanno le tecnologie abilitanti per i processi logistici che supportano le attività operative e le scelte strategiche delle imprese.
Esistono sul territorio già delle realtà consolidate e di successo per la formazione anche in ambito logistico, in particolare ci riferiamo all’Università, in particolare i corsi di laurea in ingegneria ed economia, gli istituti tecnici professionali, in particolare l’ITS LAST di Verona.  
Tuttavia, la preparazione del “logistico” del domani deve partire già dalla scuola superiore perché necessita di competenze specifiche e allenate in ambiti disciplinari connessi come la matematica, l’informatica, il diritto, l’economia, le tecnologie e alcune competenze trasversali (i.e. capacità di comunicare, conoscenza delle lingue,..) al mondo del lavoro.
Il motivo è semplice: la sfera di competenza della logistica si è notevolmente ampliata negli ultimi dieci anni e attualmente, particolarmente in questo frangente complicato, emerge il suo ruolo strategico per il Paese e quindi la necessità di nuovi investimenti, soprattutto in qualificate risorse umane. Oggi è necessario formare ragazzi/e fin dalla scuola superiore che comprendano appieno la crescente importanza della digitalizzazione nell’ambito logistico, il che significa raccogliere dati e informazioni per alimentare il processo logistico in maniera efficiente, efficace e sostenibile ambientalmente. Tutto questo, necessità un riposizionamento della formazione tecnico-superiore per colmare una evidente carenza che si ponga l’obiettivo di formare e allenare le competenze distintive di un logistico dalle basi per poi proseguire naturalmente e coerentemente verso la specializzazione terziaria superiore.

In particolare, il diplomato in “Trasporto e Logistica” ha le caratteristiche idonee per essere coerente e propedeutico a proseguire il percorso di formazione sia presso una laurea in ingegneria gestionale oppure in economia aziendale e management oppure presso l’istituto tecnico superiore specializzato nell’ambito della logistica.
Questa filiera formativa può portare, se frequentata con successo, ad inserirsi nel mondo del lavoro come:

  • Addetto (o impiegato) ufficio export/import
  • Disponente per i trasporti
  • Addetto (o impiegato) alle spedizioni/ ricezione merci
  • Tecnico (o impiegato) nella gestione del magazzino
  • Addetto (o impiegato) alla produzione
  • Addetto (o impiegato) al customer service
  • Addetto (o impiegato) alle operations
  • Addetto (o impiegato) alla piattaforma logistica
  • Addetto (o impiegato) alla qualità
  • Addetto (o impiegato) agli acquisti
  • Addetto (o impiegato) attività amministrative